
Fondazione CRT
Contributo a BodyNoBody – Corpo o niente · Bando Ordinarie 2025
Progetto educativo e artistico · 2024–2026
Il corpo non è un filtro.
Il corpo non come immagine da correggere, ma come luogo di esperienza, identità, emozioni e relazione. Un percorso di Misteria APS all’I.C. Bobbio Novaro di Torino.

Il progetto
BodyNoBody – Corpo o niente nasce dopo gli anni della pandemia e dentro una scuola in cui il corpo è il primo luogo in cui si manifestano cambiamenti, desideri, paure, appartenenze e bisogni di riconoscimento. L’obiettivo non è aggiungere una lezione sul benessere, ma costruire esperienze in cui ragazze e ragazzi possano osservare ciò che vivono, dare forma alle emozioni e trovare parole per stare in relazione.
La prima annualità ha aperto il campo attraverso laboratori, questionari, restituzioni e interviste. La seconda ha trasformato quella ricerca in un percorso più articolato: teatro, affettività, sport, digitale e alimentazione si incontrano per sostenere il benessere psicofisico, valorizzare le differenze corporee e culturali e rafforzare la cooperazione nei gruppi classe.
Dietro ogni corpo c’è una storia. Il progetto crea le condizioni perché quella storia possa essere ascoltata, senza essere ridotta all’apparenza.
La rete del progetto
Un progetto sostenuto da Fondazione CRT, con LATOUMANO APS e la collaborazione creativa di Gufo Rosso Creativa per LUME.

Contributo a BodyNoBody – Corpo o niente · Bando Ordinarie 2025

Partner di BodyNoBody – Corpo o niente

Sviluppo illustrato di LUME
Scuola del percorso educativo e artistico


Attività sportive del percorso

Esperienze nel bosco e attività di gruppo
Le attività
Il percorso non separa l’espressione artistica dalla vita quotidiana. Ogni linguaggio apre una porta diversa: il corpo si muove, racconta, sente, crea immagini, incontra il territorio e torna in classe trasformato.

Giochi teatrali, sagome corporee, fotografie e opere collettive per uscire dalle etichette e costruire altri modi di guardarsi.

Creta, cartone, fili e materiali di recupero trasformano esperienze e memorie in oggetti da osservare, raccontare e condividere.

Il movimento diventa una prova concreta di possibilità, cooperazione, equilibrio e rapporto con il proprio corpo.

Il personaggio illustrato e la narrazione trasformano emozioni, corpo e relazioni in domande da esplorare insieme.

Odori, sapori, provenienze e memorie familiari costruiscono una mappa interculturale del corpo e della cura.
Una produzione del progetto
I.O. non è un gioco aggiunto alla fine del percorso: è il dispositivo attraverso cui il progetto rende praticabili domande che spesso a scuola restano senza spazio. Le carte invitano a raccontare, riconoscere emozioni, interpretare situazioni e costruire insieme nuovi significati.
Non ci sono risposte giuste da indovinare e non c’è un vincitore da premiare. Il valore sta nel percorso condiviso: nella possibilità di parlare, ascoltare un punto di vista diverso, attraversare un tema delicato senza sentirsi interrogati e trasformare il gruppo in una comunità di apprendimento.
Le immagini e la struttura sono state sviluppate con il supporto dell’intelligenza artificiale, ma le domande e i significati restano radicati nelle esperienze emerse nei laboratori. Il gioco è quindi insieme prodotto artistico, strumento educativo e traccia concreta del lavoro svolto.

I.O. in azione
La sperimentazione del 9 giugno 2026 mostra il passaggio dal prototipo alla pratica: scegliere una carta, esporsi, ascoltare, ridere, cambiare prospettiva.


Creazione digitale
LUME usa il personaggio illustrato e la narrazione per accompagnare ragazze e ragazzi dentro temi complessi: emozioni, corpo, identità, amicizia, comunicazione e cambiamento. Il protagonista LUMO è un esploratore di vent’anni arrivato da Lumoria: non porta risposte, osserva, si stupisce e genera domande. Il progetto visivo è stato sviluppato con Gufo Rosso Creativa.
Ogni tavola è un punto di partenza. Dopo la storia arrivano il confronto, la scrittura, l’interpretazione e le attività di classe. In questo modo la lettura diventa un’esperienza partecipata: le immagini facilitano l’accesso, mentre le domande aiutano a costruire un punto di vista personale e a riconoscere quello degli altri.


Una produzione del progetto
Sentimenti, relazioni, sport, paura e tempo. Ogni gruppo ha affrontato un tema davanti al microfono: cinque puntate che conservano le voci e i punti di vista delle ragazze e dei ragazzi dell’I.C. Bobbio Novaro.
Una nuova traccia di BodyNoBody, da raccontare anche attraverso le parole degli allievi.

Fuori dall’aula
Il territorio non è uno sfondo: è un altro ambiente educativo. Le uscite hanno permesso di cambiare ritmo, incontrare luoghi e linguaggi diversi, mettere alla prova il corpo e riportare in classe nuove domande.

Sport, equilibrio e cooperazione in un luogo nuovo, dove la relazione passa anche dalla prova fisica e dal sostegno tra pari.

La visita alle opere e agli spazi espositivi ha messo in dialogo il lavoro della classe con altri modi di rappresentare il corpo. Davanti alle ali dipinte, ragazze e ragazzi hanno provato anche a entrare nell’immagine.

Il teatro di figura ha mostrato come una storia possa passare da materiali, luci, oggetti e corpi senza bisogno di spiegare tutto.

Le attività nel bosco hanno portato il gruppo a misurarsi con orientamento, rischio, attenzione e responsabilità reciproca.
Processi e produzioni
Durante i laboratori sono nati acchiappasogni, sagome, cornici dipinte, mosaici fotografici, cartelloni, plastici e scritture autobiografiche. Non sono semplici manufatti: sono modi diversi di rendere visibile ciò che il gruppo ha attraversato.
Il lavoro sull’alimentazione ha unito sensi, ricordi e geografie familiari. Le mappe, le carte degli alimenti e gli elaborati hanno permesso di parlare di provenienze e appartenenze senza trasformarle in categorie rigide.




9 giugno 2026
Il percorso si è concluso con un’esposizione all’aperto e un buffet interculturale all’I.C. Bobbio Novaro. Le opere, le carte, le fotografie, gli oggetti e le parole sono diventati un’occasione di incontro tra studenti, famiglie, docenti e territorio.




I dati in apertura riportano la dimensione prevista e documentata del percorso: sei classi, circa 150 studenti, 25 docenti e 100 famiglie. La pagina unisce le due annualità senza sommare artificialmente persone che possono aver partecipato a più attività.
Esplora Misteria